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Gargano
I ricercatori e gli storici hanno presentato svariate ipotesi sulla
funzionalitŕ di tali reperti.
Provenienti in massima parte da due centri piů importanti
dell'antica
laguna, Cupola-Beccarini e Salaria con qualche piů rara presenza anche a Ordona,
Ascoli, Melfi, Arpi, Tiati, la scoperta delle Stele Daunie risale agli anni
Sessanta.
Le Stele si rinvennero casualmente sul terreno all'interno di campi
coltivati o variamente reimpiegate in costruzioni rurali, fabbricati o muretti a
secco, sottratte dunque al contesto a cui appartenevano; questo ha impedito la
comprensione della loro destinazione e della loro precisa collocazione.
Il particolare della parte inferiore della lastra non decorata prova che
esse non erano infisse verticalmente nel terreno, mentre i contenuti che
campiscono le superfici hanno consentito di formulare l'ipotesi corrente, cioč
che le stele fungessero da segnacolo funerario di gruppi sociali emergenti: in
tal caso gli schemi rappresentati sarebbero in stretto legame con l'immagine del
defunto.
La pietra calcarea adoperata proviene dalle vicine cave garganiche;
locale, senza dubbio, č la lavorazione che lascia presupporre un'alta e
articolata specializzazione delle
maestranze
impegnate.
Le lastre inoltre, oltre ad assumere un significato specifico in se
stesse per la forma e per la testa che le completava, fungevano da supporto ad
un vero e proprio linguaggio per immagini: erano interamente ricoperte da una
ricca decorazione geometrica ottenuta cosě come il restante apparato
iconografico con incisioni, escissioni o graffiti.
Le teste erano scolpite nella stessa pietra o lavorate a parte e fissate
alla stele con un perno; sono documentate teste di tipo "iconico" con la
suggestiva notazione di particolari del oppure di tipo "aniconico" con la sola
notazione di un copricapo.
Bande con riquadri campiti con motivi geometrici (svastica, meandro)
marcano i limiti della lastra sui due lati principali e all'interno di questa
superficie campeggiano sul lato anteriore gli elementi distintivi, armi o
ornamenti.
Le Stele con armi riferibili a individui
maschili
appartenenti alla classe guerriera recano il kardiophylax o pettorale, la spada
inguainata con impugnatura a crociera e, nella parte posteriore un grande scudo
decorato. Le stele con ornamenti si distinguono per la presenza di oggetti
squisitamente femminili: collane, fibule, pendagli, cinture e nastri pendenti,
con gli avambracci sempre guantati e riccamente decorati.
Le teste relative a questo gruppo sono coniche con copricapo
e
lavorate nello stesso blocco della lastra; sulla parte posteriore ricorre una
treccia destinante di frequente in complessi elementi ornamentali.
In questi schemi, che vanno idealmente completati con colori quali il
rosso e il nero, conservati solo in alcuni casi, le immagini acquistano una
rilevanza notevole anche per comprendere il linguaggio delle antiche comunitŕ e
scoprirne gli aspetti piů segreti: episodi di vita quotidiana (la caccia, la
pesca, la filatura della rana, la molitura del grano) accanto a raffigurazioni
legate al culto dei morti e alle credenze ad esso connesse (processioni rituali,
esseri fantastici).
Accanto al repertorio di immagini immediatamente riconducibili a momenti
di vita reale vi sono soggetti di lettura piů complessa: animali fantastici,
come il cavallo alato, scene di rituali particolari, esseri inverosimili forse
riconducibili ad uno sconosciuto pantheon, soggetti ai quali la fantasia del
popolo della Daunia ha legato la propria immortalitŕ.
Storia del territorio della Provincia di Foggia.
Preziose testimonianze archeologiche consentono oggi di ricostruire la
lunga e articolata storia del territorio sipontino, interessato sin dal
Neolitico dalla presenza umana.
In antico il tratto costiero a sud di Manfredonia era occupato da
un'ampia laguna che si estendeva fino all'Ofanto; in essa confluivano le acque
dei corsi fluviali navigabili che bagnavano l'estesa pianura del Tavoliere:
Durante il Neolitico il territorio prossimo alla foce del fiume Candelaro fu
occupato da individui che scelsero di vivere in gruppo all'interno dei villaggi
(Coppa Nevigata, Masseria Candelaro, Monte acquilone, Fontanarosa, Santa Tecchia)
caratterizzati dalla presenza di profondi fossati di recinzione.
Essi traevano i mezzi per il proprio sostentamento dal lavoro dei campi,
dall'allevamento del bestiame, dalla caccia e dalla pesca, attivitŕ praticate
grazie alla presenza di ampie zone coltivabili, di pascoli, di fitti boschi e
dalla laguna da cui era possibile raggiungere il mare aperto. L'universo delle
comunitŕ preistoriche era ricco anche di rituali religiosi legati alle divinitŕ
naturali.
A Grotta
Scaloria presso Manfredonia abbiamo infatti testimonianza di un cerimoniale
che si svolgeva nella parte piů profonda della cavitŕ e che prevedeva la
raccolta delle acque dallo stillicidio della volta all'interno di pregiati
contenitori dipinti.
Dei villaggi neolitici quello di Coppa Nevigata fu frequentato anche
nella successiva Etŕ del bronzo: in questa nuova fase culturale diventň
necessario proteggere l'abitato dall'esterno e, a tal scopo, venne costruito un
grosso muro di fortificazione verso la terraferma in grado di garantire la
totale difesa dell'insediamento.
Nell'etŕ del ferro, ultimo tratto
di
quel lungo arco cronologico definito come Etŕ dei metalli e che coincide con il
primo millennio a.C., l'habitat lagunare assolveva ancora al ruolo di
protagonista nella storia di questo territorio.
I villaggi sorgevano su piccoli promontori emergenti dalle acque della
laguna segnata da una fitta rete di canali che mettevano in contatto i diversi
agglomerati organizzati con spazi destinati alle capanne, alle attivitŕ
quotidiane e alle aree con funzioni cultuali e funerarie.
In questo contesto nacque e si sviluppň la civiltŕ daunia: una civiltŕ
composita e ricca che ebbe la sua massima espressione artistica nella produzione
delle stele funerarie.
Agli inizi del II secolo a.C., dopo la guerra annibalica i romani - in
espansione nel Sud d'Italia - fondarono nel territorio costiero di Arpi una
colonia marittima, Sipontum, impiantata su un naturale rialzo del terreno:
quest'area portuale sarŕ una delle piů importanti della Puglia romana e
medioevale.
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